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Storia

 

La medicina tattica, dall’acronimo TEMS (Tactical Emergency Medical Support) rappresenta probabilmente la più recente evoluzione della medicina d’emergenza preospedaliera, se non la più estrema quanto a: possibili scenari di impiego, procedure impiegate, enti con cui viene chiamata a collaborare. Pur essendo una sottospecializzazione della medicina d’emergenza per impiego in ambito civile, se ne differenzia notevolmente per il contesto situazionale entro il quale viene chiamata ad operare.

La necessità di poter disporre di personale sanitario, immediatamente disponibile, a supporto di operazioni di tipo tattico in ambito civile, cominciò ad affacciarsi sulla scena verso la fine degli anni ’60 negli USA, dove eventi criminosi perpetuati da “serial shooters” avevano determinato scenari di emergenza medica caratterizzati dalla presenza di pazienti multipli, vittime di traumi penetranti, molto frequentemente armi da fuoco, il cui accesso risultava fortemente limitato, se non impossibile, per la pericolosità della scena stessa. Il caso più emblematico è rappresentato dall’evento avvenuto ad Austin, in Texas il 1 Agosto 1966. Charles Joseph Whitman (24 Giugno 1941 – 1 Agosto 1966) si barricò sulla sommità di un edificio universitario all’interno del campus. Da qui, armato di un fucile dotato di ottiche di precisione, ferì 31 persone, e ne uccise altre 15.

 

Charles Joseph Whitman

Il successivo sviluppo di unità specializzate delle forze dell’ordine da impiegare appositamente in scenari di questo tipo, portò ad analizzare la possibilità di introdurre una componente sanitaria al fine di essere in grado di portare soccorso immediato, mediante personale opportunamente addestrato, alle diverse categorie di vittime di questi scenari: personale delle forze dell’ordine intervenute, vittime innocenti del perpetuatore, eventuali perpetuatori feriti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esiste notevole difformità di pensiero su come debba essere la configurazione ideale delle componenti sanitarie all’interno del team tattico, tale argomento rimane tuttora argomento di controversia. Sono stati proposti, e sviluppati, diversi modelli organizzativi, tutti presentano punti di forza e punti deboli. Si passa da sistemi totalmente privi di supporto sanitario, a sistemi intermedi con sanitari disposti al di fuori del perimetro delle operazioni tattiche, a sistemi che impiegano sanitari addestrati a livello tattico, o addirittura a medici, inseriti nel team tattico.

 

La configurazione tipica e più utilizzata prevede una gestione medica, mediante supervisione degli infermieri, sia direttamente sulla scena, che via radio, o indirettamente mediante protocolli scritti.

I benefici di questa metodica sono rappresentati dalla possibilità di ridurre i costi di gestione, di delegare alcuni degli aspetti medici delle scelte terapeutiche, e di garantire, allo stesso tempo una validità procedurale sia dal punto di vista assistenziale che medico-legale.

 

L’Associazione Scientifica Anti Crimine, che dal 2010 ha sviluppato in Italia il progetto “TEMS” formando personale professionista proveniente dai Sistemi di Emergenza-Urgenza 118 ad intervenire in situazioni non convenzionali e a rischio, nel 2012 ha istituito il Gruppo Operativo Soccorso Tattico (GOST) con lo scopo di porsi come collaboratore dei servizi di Ordine Pubblico e come ausilio ai mezzi e al personale del soccorso sanitario tradizionale.

Londra - 2017

Columbine High School - 1999

Il patch dell'operatore G.O.S.T.

 

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